Un popolo senza futuro?

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Un popolo senza futuro?

Messaggio Da Pietro Muni il Dom Lug 10, 2011 7:05 pm

I giudici della Corte d'appello hanno condannato la Fininvest a pagare 560 milioni di euro alla Cir. Il che vuol dire in sostanza che Berlusconi è stato riconosciuto colpevole di aver corrotto un giudice per orientarne la sentenza a proprio favore. Questa notizia si presta a delle considerazioni che riguardano tutti noi e che sono poco rassicuranti.
Prima considerazione: d'accordo, c'è ancora un altro grado di giudizio, ma ciò non toglie che, se dobbiamo credere ai giudici e fino a prova contraria, Berlusconi non è un uomo onesto e, poiché, continua a negare la sua colpa, non è nemmeno un uomo affidabile.
Seconda considerazione: da molti anni Berlusconi è ai vertici della politica italiana, ivi posto dal voto di milioni di italiani e dall'appoggio della maggioranza dei parlamentari, i quali peraltro hanno avuto altre occasioni per sospettare dell'onesta e dell'affidabilità di quell'uomo.
Terza considerazione: Dopo tutto quello che sappiamo di Berlusconi (leggi ad personam, festini di Arcore con prostitute minorenni, corruzione di un giudice, promesse non mantenute, come milioni di posti di lavoro, le grandi opere, mai ulteriori tasse, e via dicendo), ci sono ancora milioni di italiani e la maggioranza dei parlamentari disposti a confermarlo al comando del governo. Il che vuol dire che milioni di italiani gradiscono di essere governati da un uomo di dubbia onesta e affidabilità.
Quarta considerazione: Che futuro possiamo immaginare di un paese che è guidato da un simile uomo, per di più eletto democraticamente?
Quinta considerazione: Che futuro possiamo immaginare di un paese, in cui le forze di opposizione, pur di fronte ad un avversario così screditato, non riescono ad unirsi intorno ad un leader e ad programma e presentarsi come valida e migliore alternativa di governo?
Sesta considerazione: la consapevolezza di avere un premier come Berlusconi e una gran parte di popolo che lo appoggia potrebbe gettarci nello sconforto più profondo. Ma i recenti risultati delle elezioni amministrative e del referendum costituiscono una prova evidente che esiste anche una parte di popolo sana. Ed è da questa che dobbiamo partire per tenere viva la nostra speranza.
Chiudo con una proposta: invitiamo la parte sana del popolo italiano a costruire dal basso un nuovo sistema politico e a prendere in mano il suo futuro, convinciamola che è ormai tempo di realizzare la democrazia diretta.

Pietro Muni

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